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Gunderico
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mwbqGunderico (in vandalo: Guntharîx, in latino: Gundericus; Germania antica, 379 – Siviglia, 428) è stato re dei Vandali della stirpe degli Asdingi (407 - 428) e degli Alani (419 - 428), nella penisola iberica. Fu il re che condusse i Vandali, popolazione germanica originariamente stanziata lungo le rive dell'Oder, nell'odierna Polonia, a prendere parte alle invasioni barbariche che sconvolsero l'Impero romano d'Occidente durante il V secolo.
Contents
• Note
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Biografia
Era figlio di mwcgGodigisel, il re dei mwcwVandali mwdaAsdingi e di una nobile vandala, Flora. Suo padre portò la tribù degli mwdqAsdingi a stanziarsi presso il fiume mwdgReno, frontiera naturale dell'impero romano. Nel mwdw406 i mweaVandali entrarono in guerra contro i mweqFranchi, che cercarono inutilmente di respingere la loro avanzata. Durante uno di questi scontri, nel dicembre del mweg406, Godigisel fu colpito a morte. A questi successe Gunderico.
Gunderico guidò i Vandali della tribù degli mwfaAsdingi oltre il mwfqReno, il 31 dicembre del mwfg406, a mwfwMagonza, che fu rasa al suolo, e poi attraversarono rapidamente la mwgaGallia, razziando i villaggi e le città che incontravano lungo il loro cammino, sino ad arrivare ai mwgqPirenei, dove si fermarono di fronte ai passi fortificati e si riversarono nella mwggGallia Narbonense.
Nell'autunno del mwha409, assieme a mwhqSvevi, mwhgAlani e mwhwSilingi, probabilmente con la complicità del governatore romano della mwiapenisola iberica, mwiqGeronzio, che mirava a crearsi uno stato indipendente, attraversarono i mwigPirenei dove per circa due anni portarono distruzioni e saccheggi. Per due anni le popolazioni barbare che erano giunte nella penisola iberica, tre di origine germanica, i mwiwVandali mwjaAsdingi, i Vandali mwjqSilingi ed i mwjgSuebi, e una non germanica, gli mwjwAlani, si aggirarono per le fiorenti campagne iberiche, abbandonandosi al saccheggio ed alle devastazioni:
«Imperversando i barbari per la Spagna, e infuriando il male della pestilenza, l’esattore tirannico e il soldato depredano le sostanze nascoste nelle città: la carestia infuriò, così forte che le carni umane furono divorate dal genere umano: le madri uccisero o cuocerono i propri nati mangiandoseli. Le bestie feroci, abituati ai cadaveri uccisi con la spada, dalla fame o malattia, uccidono qualsiasi essere umano con le forze che gli rimanevano, si nutrono di carne, preparando la brutale distruzione del genere umano. E la punizione di Dio, preannunciata dai profeti, si verificò con le quattro piaghe che devastarono l’intera Terra: ferro, carestia, peste e le bestie.»
(Idazio, Cronaca, 410)
«[I barbari] si spartirono tra loro i vari lotti delle province per insediarvisi: i Vandali [Hasding] si impadronirono della Galizia, gli Svevi di quella parte della Galizia situata lungo la costa occidentale dell'Oceano. Gli Alani ebbero la Lusitania e la Cartaginense, mentre i Vandali Siling si presero la Betica. Gli spagnoli delle città e delle roccaforti che erano sopravvissuti al disastro si arresero in schiavitù ai barbari che spadroneggiavano in tutte le province.»
(Idazio, Cronaca, 410)
Tutta la mwlgSpagna, tranne la mwlwmwmaTarraconense rimasta ai Romani, risultò dunque occupata dai mwmqBarbari nell'anno mwmg411.cite-ref-1[1] Secondo mwnwProcopio, storico vissuto nel mwoaVI secolo, i mwoqBarbari avrebbero avuto il riconoscimento dell'occupazione dei territori da parte di mwogRoma, ottenendo dunque lo status di mwowmwpafoederati e un terzo delle proprietà dei Romani, in cambio del giuramento di fedeltà all'imperatore (mwpq410); al contrario mwpgOrosio, vissuto all'epoca dei fatti, afferma esplicitamente che l'occupazione fu illegale. Tra le due testimonianze discordanti, mwpwHeathercite-ref-2[2] propende a dare credito a quella di mwraOrosio, in quanto fonte più vicina cronologicamente ai fatti.
La pace durò solo pochi anni e già nel mwtq416, il re dei mwtgVisigoti, mwtwWalia si presentò, a nome dell'imperatore, nella penisola iberica con un possente esercito per liberarla dai barbari: attaccò, per primi, i mwuaVandali mwuqSilingi che, dopo diversi scontri, nel mwug418, furono annientati ed il loro re, Fredbaldo, fu inviato prigioniero a mwvaRavenna, dall'imperatore; i pochi superstiti si unirono ai mwvqVandali mwvgAsdingi. Quindi furono presi di mira gli Alani, e sempre nel mwvw418, mwwaAttaco, re degli mwwqAlani, morì in una sanguinosa battaglia contro i mwwgVisigoti, guidati da mwwwWalia. Gli mwxaAlani, gravemente sconfitti, rinunciarono ad eleggere un nuovo re e molti dei sopravvissuti chiesero protezione ed al contempo offrirono la corona degli mwxqAlani al re dei mwxgVandali, Gunderico, che la accettò, diventando da allora mwxwrex Vandalorum et Alanorum, re dei mwyaVandali e degli mwyqAlani.cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]
Prima che mwawValia, alla fine del mwba418, si scatenasse contro mwbqSuebi e mwbgVandali mwbwAsdingi, fu richiamato in mwcaGallia dal generale romano mwcqFlavio Costanzo; consegnò ai mwcgRomani le province da lui recuperate di mwcwBetica, mwdaLusitania e mwdqCartaginense, ricevendo in cambio lo stanziamento per il suo popolo nella Valle della mwdgGaronna, in mwdwAquitania.
Gunderico, scampato il pericolo, si volse contro i mweqSuebi, che si ritirarono sui monti asturiani e cantabrici e si arroccarono sulla mwegCordigliera Cantabrica (419); intervennero però le milizie romane, in soccorso degli mwewSvevi, che, nel mwfa420, costrinsero i Vandali ad arretrare sino alla provincia dove in precedenza erano stanziati i mwfqSilingi, la mwfgBetica,cite-ref-5[5] oggi nota come mwgwAndalusia. Dall'arrivo delle truppe di Gunderico venne infatti chiamata "Vandalusia".
«Il generale Castino, con numerose truppe e i suoi alleati Goti, porta la guerra in Betica ai Vandali che assedia e affama; ma, proprio nel momento in cui si stavano per arrendere, si scontra precipitosamente con loro in battaglia, e tradito dai suoi alleati, è vinto e costretto al ritiro a Tarragona.»
(Idazio, Cronaca, 422)
In seguito a queste vittorie, molti porti iberici furono conquistati, e le galee requisite dai vincitori. I mwigVandali diventarono così la prima popolazione teutonica a sviluppare una propria marina e a darsi alla pirateria, con la quale arrivarono poco dopo, nel mwiw425, a sbarcare e razziare in mwjaMauritania e sulle mwjqBaleari; in quegli stessi anni caddero anche gli ultimi due mwjgbaluardi romani nel sud della mwjwpenisola iberica: mwkaCartagena e mwkqSiviglia.cite-ref-6[6]
Note
cite-note-44. ↑ mwtqmwtgIdazio,mwtw anni 417-418: «Wallia, re dei Goti, agendo a nome dell'impero romano, fece grandi massacri dei barbari in Spagna. Gli Alani, che dominavano i Vandali e gli Svevi, furono quasi completamente sterminati dai Goti. I rimanenti, deceduto il loro re Atax, scordarono persino il nome del loro regno, e si misero sotto la protezione di Gunderico, re dei Vandali, che si era stabilito in Galizia.»
Bibliografia
mwxgFonti primarie
• citerefidazioIdazio, Cronaca.
mwygFonti secondarie
• citerefmanitiusMax Manitius, Le migrazioni germaniche 378-412, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 246-274.
• citerefschmidtLudwig Schmidt, I suebi, gli alani, e i vandali in Spagna. La dominazione vandalica in Africa 429-533, in Storia del mondo medievale, vol. I, 1999, pp. 301-319.
• citerefheatherPeter Heather, La caduta dell'impero romano: una nuova storia, Milano, Garzanti, 2006, ISBN 88-11-69402-7.
Voci correlate
Collegamenti esterni
• citerefdizionario-di-storiaGunderico Re dei vandali, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdbe(ES) Gunderico, in Diccionario biográfico español, Real Academia de la Historia.